.
Annunci online

 





"Eliminiamo sto pregiudizio una buona volta...  Evviva la pizza, evviva il mandolino, evviva gli spaghetti. Sono cose che ci hanno resi popolari nel mondo. Rinnegarle o vergognarci è piuttosto stupido".
Renzo Arbore




Lasciamo perdere Beppe Grillo e Mario Adinolfi



Questo blog non è un essemmesse!







Blog segnalato da:

  
  
  
  


Le immagini e altri contenuti multimediali inseriti in questo blog sono tratti in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarmelo, e saranno rimossi. 



7 giugno 2009


Roland Garros 2009, finalmente Federer


...was about the fucking time...

a cura di Paolo Banale, nostro corrispondente da una baguette accuratamente farcita.

A un certo punto l’unica cosa che mi veniva da pensare, tra lusco e il brusco, era che quel boscaiolo di Soderling aveva un’unica chance di battere Roger Federer quest’oggi: sparargli ad entrambe le ginocchia (lasciandone una integra avrebbe infatti rischiato ancora qualcosa). Già perché, per una volta, il re del tennis contemporaneo (e perdonate la grevità, non ci sono buzzurri da Manacor che tengano riguardo questa definizione) orfano di paure e complessi di inferiorità, era sceso in campo con il testone libero e le ali applicate alle sue customizzatissime scarpette nike.  Sin dal primo set, che in questa edizione del terricolo (ma mica tanto) Roland Garros aveva spesso bucato malamente, costringendosi a rincorse ad ostacoli in svariati match (chiedere pure ad Haas Tommy per ulteriori chiarimenti), l’elvetico è concentrato, agile, pronto sulla palla come ai tempi belli. E, perdonate il giro di parole, Soderling è annichilito, totalmente. L’unico a sbattersi come un dannato è l’amico-coach che lo osserva attento dagli spalti (anche lui un perdente di lusso contro uno dei precedenti proprietari del Centrale parigino, Guga Kuerten), e perlomeno per quanto riguarda il primo set non c’è partita. Il 6-1 è quasi generoso per lo svedese, che perde il servizio tre volte e annaspa con la percentuale delle prime in campo. Il secondo set, ben più combattuto, culmina in un tie break nel quale Federer spazza via il boscaiolo, ancora una volta, con una sequela imbarazzante di ace e colpi vincenti. Il successivo break d’entrata
che l’elvetico mette a segno, psicologicamente prevedibile,  sposta definitivamente la partita verso Basilea, capitale del mondo per qualche istante. Alle diciassette e pochi minuti ora italiana, è finita: Federer diventa il sesto giocatore nella storia del tennis professionistico a portare a casa, almeno una volta, ciascuno dei tornei dello Slam (oltre ad assicurarsi/prolungare un’altra enormità di record che sarebbe quasi poco signorile elencare); l’ultimo a riuscire nell’impresa del “Grande Slam” diluito nelle stagioni, Andrè Agassi, è proprio lì, sul Centrale, a porgere l’ambita scodellona a Roger alla faccia (e perdonate la sincerità) di quel solito buzzurro in pinocchietto e magliettina smanicata dai colori sgargianti, che in quei momenti forse dormicchiava onorando la proverbiale siesta pomeridiana dell’amata Maiorca.

Il solito faccione di Federer, da fiero pastore elvetico, quel corpo così normale baciato da doti inumane, brillano di luce propria nelle inedite tenebre di una domenica estiva made in Paris, quando con tanto di lacrimoni ascolta l’inno nazionale baciando quella coppa che tante, tante volte ha visto alzare, davanti ai suoi occhi sognanti, dal buzzurro maiorchino (la buonanima di Veltroni fa proseliti con colpevole ritardo, il principale esponente del contro-tennis ci guardiamo bene dal nominarlo) che solo qualche mese prima nella terra dei canguri gli aveva fatto perdere ardori e speranze per l'ennesima volta. Le lacrime sembrano le stesse, ma sono diverse: persino la bufalesca compagna Mirka (e perdonate la schiettezza) è in grado di comprenderlo.

Giustizia è fatta.

Roland Garros 2009, finale
Roger Federer batte Robin Soderling 6-1 ; 7-6 (7-1) ; 6-4

sfoglia     maggio